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Publishers Weekly (USA) su ManituanaLa primissima recensione statunitense, agosto 2009. Fiction Book Reviews, 8/24/2009Dopo aver affrontato la guerra fredda per il tramite di Cary Grant in 54, Wu Ming - il collettivo di scrittura di Bologna, Italia – ambienta la sua terza produzione nel mezzo del conflitto radicale tra Impero britannico e colonie americane, nel tardo XVIII secolo. Dopo una serie di manovre ambigue finalizzate a destabilizzare e spossessare la nazione Mohawk, il capo di guerra mohawk Joseph Brant deve decidere da che parte stare, mentre la milizia coloniale già marcia attraverso il Massachusets verso il Canada, per affrontare i britannici. Mentre il tumulto aumenta e produce riverberi nella valle del fiume Mohawk, Brant - insieme alla sua famiglia, il suo compagno cacciatore Philip Lacroix e un immenso convoglio di guerrieri - parte per un viaggio segnato dalla sventura e da sanguinosi attacchi ribelli. Dai fiumi in secca nei pressi di Fort Stanwix alla fatidica cattura di Ethan Allen a Montreal, fino alle strade di Londra, al volgere del 1777 è l'angoscia a prevalere, mentre il gruppo si sbanda nel tentativo di evitare l'imminente sconfitta. Pur essendo un'opera più pesante e densa rispetto alle precedenti di Wu Ming (che erano più accattivanti), il vivido scenario, i personaggi ben costruiti e la nitida traduzione risultano immensamente soddisfacenti. La storia prosegue sul sito web del collettivo, dove i lettori sono apertamente invitati a contribuire. 26.08.09 · in recensioni |