Una storia dalla parte sbagliata della Storia

 

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"I Signori della Confederazione... saranno sempre consiglieri del popolo. La loro pelle sarà spessa sette spanne, ovvero saranno impenetrabili alla collera, all'agire offensivo e alle reprimende. I loro cuori saranno pieni di pace e buona volontà, e le loro menti protese verso il bene delle genti della Confederazione. Con infinita pazienza compiranno il loro dovere e la loro fermezza sarà temperata dall'affetto verso il popolo. Né l'ira né il furore troveranno alloggio nelle loro menti e le loro parole e azioni saranno dettate da calma deliberazione."
(24esimo Articolo della Costituzione Irochese, o Grande Legge di Pace, agosto 1142 d.C.)



1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta.

Nella colonia di New York le Sei Nazioni - o "Confederazione della Grande Pace" - devono scegliere se combattere, e con chi.

Nella valle del fiume Mohawk vive un mondo meticcio. E' una grande comunità di indiani, irlandesi e scozzesi, fondata da Sir William Johnson, Sovrintendente agli Affari Indiani nominato da re Giorgio. I rumori della guerra arrivano da Boston e si fanno più vicini, antichi legami si rompono, la terra che Sir William chiamava "Irochirlanda" diviene teatro di odio e rancori.

Il capo di guerra Joseph Brant Thayendanega dovrà scegliere e partire, condurre il suo popolo lontano, spingersi oltre il mondo che ha sempre conosciuto.

Dagli autori di Q e 54, un romanzo epico sulla nascita di una nazione e lo sterminio di molti mondi possibili.

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06 febbraio 2007

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Una storia dalla parte sbagliata della Storia
L'Albero della Pace, simbolo delle Sei Nazioni. Disegno di John Kahionhes Fadden